Una settimana di decisa ripresa per i mercati azionari mondiali, che vedono l'indice MSCI World mettere a segno un progresso del +2,1% e l'indice S&P 500 salire del +1,8%, portandosi a quota 7.483 punti. Eppure, sotto la superficie dell'azionario, il mercato obbligazionario lancia segnali di tensione con rendimenti in netto rialzo sia negli Stati Uniti che in Europa.
Ciao, sono Alessandro Paolini — se non mi conosci, sono un Consulente Finanziario Indipendente (CFA iscritto all'albo OCF), candidato CFP®. Lavoro a parcella fissa (consulenza su commissione / "fee-only"), senza percentuali sul patrimonio e senza conflitti di interesse. Come ogni settimana, sono qui per spiegare i dati dei mercati in parole semplici, chiare e comprensibili, aiutandoti a fare chiarezza nel rumore di fondo della finanza.
Questa settimana ha visto il sentiment degli investitori registrare un timido recupero a quota 32, pur rimanendo all'interno della zona Fear (Paura). La spinta è arrivata soprattutto dai mercati cinesi ed europei, mentre i settori difensivi e orientati ai dividendi hanno registrato rotazioni interessanti. Andiamo a vedere tutti i dettagli nei numeri della settimana.
La settimana ha visto una performance di rilievo per l'indice cinese Hang Seng China, che ha guadagnato il +3,8% (portando il dato da inizio anno a -12,1%). Ottima la performance anche delle piazze europee, con l'Eurostoxx 50 in crescita del +3,1% e il FTSE Mib che mette a segno un solido +3,0%, consolidando la sua performance da inizio anno a +20,8%.
Negli Stati Uniti, l'S&P 500 consolida la sua crescita con un +1,8% settimanale, portando il rendimento da inizio anno al +10,0%. Il Nasdaq 100 si muove più lentamente, registrando un +0,7% settimanale (+16,6% da inizio anno), mentre le piccole capitalizzazioni del Russell 2000 arretrano leggermente del -0,4% (pur mantenendo un eccellente +21,6% da inizio anno). In Giappone, il Nikkei chiude a +0,6% (+39,7% da inizio anno). L'indice della volatilità Vix si attesta a quota 15,8, evidenziando una situazione di relativa calma temporanea.
A livello settoriale, i mercati globali hanno visto la leadership del settore Services/Communications (servizi di comunicazione), in crescita del +4,5% settimanale, seguito dai Financials (finanziari) al +3,6% e dagli Industrials (industriali) al +2,7%. I ritardatari sono stati invece il settore Real Estate (immobiliare) con un ribasso del -1,5% e l'Energy (energia) a -0,5%.
Negli stili di investimento, la settimana ha visto una forte rotazione difensiva: lo stile World Dividend ha guidato con un +2,0% (+9,3% da inizio anno), seguito dal World Min Volatility a +1,5% (+0,8% da inizio anno). Al contrario, lo stile World Growth (crescita) ha registrato una brusca correzione del -3,9% (+5,3% da inizio anno), e il World Quality è sceso del -1,6% (+6,8% da inizio anno).
Sui temi di investimento, si è assistito al rally del settore difesa con il tema Future of Defence in crescita del +9,4% e dell'intelligenza artificiale umanoide con Humanoid & E.I. a +8,0%. In forte correzione il settore Blockchain (-6,0%) e i semiconduttori (Semiconductors) a -3,7%, che risentono delle prese di profitto dopo la straordinaria corsa da inizio anno.
🏆 Vincitori della settimana
Future of Defence: +9,4% (YTD: +15,7%)
Humanoid & E.I.: +8,0% (YTD: +27,1%)
Cyber Security: +6,2% (YTD: +45,0%)
Hydrogen: +5,8% (YTD: +43,2%)
Gaming: +5,8% (YTD: -15,0%)
Gold Miners: +5,2% (YTD: -5,9%)
💥 Perdenti della settimana
Blockchain: -6,0% (YTD: +15,5%)
Semiconductors: -3,7% (YTD: +82,1%)
Artificial Intelligence: -1,6% (YTD: +29,2%)
Real Estate: -1,5% (YTD: +12,9%)
Energy: -0,5% (YTD: +19,2%)
Il sentiment globale registra un timido progresso. L'indice CNN Fear & Greed Index si attesta a quota 32, posizionandosi all'interno della zona Fear (Paura). Si tratta di un lieve recupero rispetto al valore di 25 (zona Extreme Fear) registrato la scorsa settimana e al valore di 31 della chiusura precedente (sempre in zona Fear). Un mese fa l'indice si trovava a 42 (nella zona Fear), mentre un anno fa eravamo in piena euforia a 77 (Extreme Greed).
Se l'azionario festeggia, l'obbligazionario soffre. Nella settimana appena trascorsa si è registrato un deciso rialzo dei rendimenti governativi decennali: il rendimento dei BTP decennali italiani è salito al 3,71% (in rialzo di +0,12% o 12 punti base), quello del Bund tedesco si attesta al 2,94% (+0,08% o 8 punti base) e il Treasury USA sale al 4,48% (+0,11% o 11 punti base). Lo spread BTP-Bund decennale si attesta allo 0,77% (77 punti base), in rialzo di +0,04% (4 punti base) nella settimana.
Dando uno sguardo alle attese sulle mosse dei tassi per fine anno, il tasso implicito stimato dai mercati per la Fed a dicembre 2026 è salito al 3,93% (rispetto al 3,79% per settembre), mentre per la BCE si attende un tasso implicito al 2,39% a dicembre 2026. L'Euribor 3 mesi si attesta al 2,34% (in aumento di +0,04% nella settimana).
Il comparto delle materie prime vede l'indice generale Commodity Index chiudere piatto a quota 123,1 (+0,1% settimanale, +12,2% YTD). L'Oro è in forte risalita con un balzo del +2,2%, toccando quota 4.177 dollari per oncia, pur segnando un -3,3% da inizio anno. Il petrolio WTI arretra leggermente dello -0,8%, portandosi a quota 68,8 dollari al barile (+19,6% da inizio anno). In flessione i metalli industriali (-1,3%), mentre il comparto delle agricole registra un progresso del +0,9%.
Sul fronte valutario, l'EUR-USD si rafforza dello +0,5% chiudendo a 1,144, portando il bilancio YTD a -2,6%. L'euro perde terreno contro la sterlina (EUR-GBP a 0,857, -0,7%) e si rafforza leggermente sullo yen (EUR-YEN a 184,5, +0,2%). Da segnalare il forte rimbalzo di Bitcoin, che balza del +5,2% superando quota 62.716 dollari, riducendo le perdite da inizio anno al -28,6%.
📅 Inflazione e Dati Macroeconomici — Particolare attenzione ai dati americani sull'inflazione per capire se la Fed manterrà l'orientamento attuale sui tassi.
📅 Rendimenti Governativi — Il mercato continuerà a testare la tenuta dei supporti obbligazionari, con i rendimenti USA in area 4,5% e il BTP al 3,7%.
📅 Geopolitica e Materie Prime — I flussi energetici e il prezzo delle materie prime rimangono fattori critici di pressione inflattiva.
📅 Interventi delle Banche Centrali — Discorsi dei membri del board BCE e Fed sotto la lente per cogliere indicazioni sulla traiettoria di fine estate.
Il recupero dei mercati azionari di questa settimana ha allontanato i fantasmi della paura estrema, ma la contemporanea risalita dei rendimenti obbligazionari ci ricorda che la partita sull'inflazione e sul costo del denaro è tutt'altro che chiusa. Quando i rendimenti a lungo termine salgono, significa che il mercato richiede una protezione maggiore o teme un'inflazione più persistente del previsto.
Come sempre, la chiave per affrontare questa volatilità non risiede nelle scommesse di breve periodo o nel rincorrere l'ultimo tema caldo. Si tratta di impostare una pianificazione patrimoniale seria, solida e diversificata, basata su una consulenza trasparente, senza commissioni occulte e con una chiara identificazione dei propri obiettivi.
Buon fine settimana e buoni investimenti!
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