Ciao a tutti! Bentornati al nostro consueto appuntamento settimanale con i mercati. Sono Alessandro Paolini, Consulente Finanziario Indipendente, e il mio obiettivo con questa rubrica è tradurre in parole semplici – e senza troppi tecnicismi – le montagne russe che viviamo ogni giorno sui mercati finanziari.
Questa settimana abbiamo assistito a un bel cambio di rotta: la paura ha lasciato spazio a un cauto ottimismo.
Mettetevi comodi, partiamo! 🚀
Il vero driver di questa settimana è stato senza dubbio il contesto geopolitico in Medio Oriente.
Dopo giorni di forte tensione, in cui aleggiava lo spettro di un'escalation militare su larga scala tra Stati Uniti e Iran, le borse hanno letteralmente tirato un sospiro di sollievo.
Cos'è successo? 🕊️ È stata siglata una fragile tregua di due settimane, in attesa di un delicato summit diplomatico in Pakistan.
I temi sul tavolo sono caldissimi: dal passaggio delle navi nel cruciale Stretto di Hormuz, al programma nucleare iraniano, fino alle tensioni tra Israele e Hezbollah.
Sebbene la situazione resti complessa e il rischio di violazioni sia dietro l'angolo, i mercati hanno iniziato a "prezzare" (cioè a dare per scontata) la fine degli scenari più catastrofici, sperando in una normalizzazione in tempi ragionevoli.
Questa ventata di (cauto) ottimismo si è tradotta in una settimana decisamente verde per i listini di tutto il mondo. 🇺🇸 Wall Street ha ripreso a correre: l'indice S&P 500 ha segnato un bel +3,6%, recuperando quasi tutto il terreno perso di recente e portandosi a un passo dai massimi del 2026. Ancora meglio ha fatto il Nasdaq 100 (l'indice dei tecnologici), con un sonoro +4,5%. Tra l'altro, negli USA sta per partire la stagione delle trimestrali, e le stime degli analisti sono molto positive (si aspettano una crescita degli utili del 12,3% rispetto all'anno scorso).
Non è stata solo l'America a festeggiare. 🇪🇺 Anche l'Europa ha fatto la sua parte, con l'Eurostoxx 50 in rialzo del 4,2% e la nostra Piazza Affari (FTSE Mib) a +4,4%. In Asia, il Giappone 🇯🇵 ha registrato un rimbalzo fenomenale, con il Nikkei a +7,2%, mentre tra i Paesi Emergenti spiccano le ottime performance di India (+6,6%) e Corea del Sud.
Fonte: Dati Bloomberg
Andando a guardare "sotto il cofano", chi ha spinto questi rialzi? I settori legati al ciclo economico e, soprattutto, la tecnologia
💻 I Semiconduttori hanno messo a segno un incredibile +12,9%, trainati ancora una volta dal megatrend dell'Intelligenza Artificiale (l'infrastruttura AI ha fatto un +6,1%)
Chi piange invece? 🛢️ Il settore Energetico, che ha chiuso la settimana in negativo (-3,1%)
Il motivo è semplice: l'allentamento delle tensioni belliche ha fatto crollare il prezzo del petrolio, trascinando giù i titoli del comparto
Fonte: Dati Bloomberg
Come si sentono gli investitori oggi? Molto meno spaventati rispetto a sette giorni fa
L'indice VIX 📉, noto anche come "indice della paura" di Wall Street, è sceso in modo marcato a quota 19,2
Ancora più interessante è guardare il Fear & Greed Index (l'indice di Paura e Avidità della CNN)
Oggi segna un valore di 38, che indica ancora "Paura" (Fear), ma è in netto miglioramento rispetto al valore di tra 23 e 15 della scorsa settimana, che segnalava una "Paura Estrema" (Extreme Fear)
Insomma, il panico è quasi rientrato
Sentiment di mercato: CNN Fear & Greed Index
Anche sul fronte dei titoli di stato e delle obbligazioni si respira un'aria più distesa.
I rendimenti si sono stabilizzati dopo le fiammate del mese di marzo.
Negli USA, il rendimento del decennale americano naviga intorno al 4,32%.
In Europa, il nostro BTP a 10 anni si attesta al 3,84%, mentre il Bund tedesco viaggia sul 3,06%.
Lo spread BTP-Bund è sceso sotto quota 80 punti base (0,79%).
E le Banche Centrali? ⚖️ I mercati hanno ricalibrato le aspettative.
Visto che la guerra sembra (per ora) contenuta, gli investitori pensano che la Banca Centrale Europea (BCE) non avrà fretta di tagliare i tassi ad aprile (le probabilità sono crollate al 33,8%), ma lo farà probabilmente tra giugno e settembre.
Discorso simile per la FED americana: nessun taglio imminente all'orizzonte, si preferisce aspettare e valutare l'andamento dell'inflazione nei prossimi mesi.
La tregua geopolitica ha avuto un impatto immediato e violento sul petrolio.
Il WTI, che aveva sfiorato i 115 dollari, è crollato del -13,4% in una sola settimana, scendendo a 96,6 dollari al barile.
L'oro 🥇, da sempre bene rifugio per eccellenza, si è mantenuto volatile ma comunque in territorio positivo (+1,6%), a ridosso di quota 4.750.
Sorrisi a trentadue denti, invece, per chi investe in criptovalute: il ritorno della propensione al rischio ha messo il turbo al Bitcoin, che ha rimbalzato di un possente +9,8%, superando di slancio i 73.000 dollari.
Fonte dati: BloombergCosa portiamo a casa da questa settimana?
Che i mercati finanziari, pur nelle loro fisiologiche oscillazioni, tendono sempre a guardare avanti e a "prezzare" il futuro.
Il sospiro di sollievo legato alla tregua in Medio Oriente ha riportato gli acquisti, ma attenzione: gli equilibri geopolitici restano fragili.
Il mio consiglio, come sempre, è di non farsi travolgere dall'emotività 🧘♂️ (né dal panico quando si scende, né dall'euforia quando si sale).
Mantenete la rotta, restate fedeli alla vostra pianificazione strategica di lungo termine e assicuratevi che il vostro portafoglio sia ben diversificato per affrontare qualsiasi scenario.
Buon investimento a tutti!
Ci aggiorniamo la prossima settimana!
Analisi redatta da Alessandro Paolini CFP® CANDIDATE | CFA - Consulente Finanziario Indipendente
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