Ciao a tutti e ben ritrovati sul mio blog! Sono Alessandro Paolini, Consulente Finanziario Indipendente, e come ogni settimana sono qui per tradurre il "burocratese" dei mercati in parole semplici e chiare.
La scorsa settimana è stata densa di colpi di scena: tra tensioni geopolitiche alle stelle, banche centrali che rimescolano le carte e materie prime in fibrillazione, c'è molto di cui parlare.
Il mio obiettivo? Aiutarvi a capire cosa sta realmente accadendo per gestire i vostri risparmi con consapevolezza e zero panico.
Partiamo!
La settimana a cavallo tra marzo e aprile è stata ancora una volta dominata dai venti di guerra in Medio Oriente. Abbiamo assistito a una certa "teatralità" del presidente USA Trump, che ha fissato un ultimatum all'Iran per il 6 aprile e ha definito la NATO una "tigre di carta" dopo i disaccordi europei sul presidio dello stretto di Hormuz.
E i mercati come hanno reagito a questo clima rovente?
Sorprendentemente bene!
Dopo lo spavento iniziale di marzo, le borse hanno registrato un bel rimbalzo. Il motivo?
Gli investitori stanno scommettendo su una rapida de-escalation, ipotizzando che il conflitto possa risolversi, o quantomeno congelarsi, nel giro di un paio di settimane.
Nonostante i missili, le borse hanno rialzato la testa, recuperando buona parte delle perdite del mese scorso. Vediamo come si sono comportate le diverse aree geografiche:
Wall Street: Ottimo recupero per l'indice S&P 500 che fa un balzo del +3,4% (ripartendo dai minimi di quota 6.300 punti). Ancora meglio il tecnologico Nasdaq 100, che segna un +4,0% dopo aver toccato il supporto dei 23.000 punti.
Europa: È stata la vera stella della settimana. L'indice Eurostoxx 50 ha portato a casa un solido +3,5%, ma la medaglia d'oro va a Piazza Affari, con il nostro FTSE Mib che ha messo a segno un notevole +5,2%.
Asia e Paesi Emergenti: Questa è l'area che fa più fatica. Il Nikkei giapponese perde l'1,1%, mentre i listini dei Paesi Emergenti restano sostanzialmente piatti (-0,1%), frenati da una Cina ferma e da un'India penalizzata dai forti rincari energetici.
Fonte: Dati Bloomberg
Andando a spulciare dentro i listini, scopriamo dinamiche molto interessanti:
Chi sale: Il rimbalzo è stato guidato dal settore della Finanza (+5,7%) e dalla Tecnologia (+4,3%).
Chi scende: L'unico grande settore in rosso è stato l'Energia (-3,2%). Niente panico però: dopo le corse folli dei mesi scorsi, si tratta di normalissime prese di profitto da parte degli investitori.
Temi d'investimento: Con questo clima incerto, a fare la voce grossa sono stati i temi legati alle risorse e alla sicurezza. Le aziende legate all'estrazione dell'oro (Gold Miners) sono volate del +10%! Ottime performance anche per la Cyber Security (+6,4%) e il settore della Difesa (+5,9%).
Fonte: Dati Bloomberg
Se guardiamo il CNN Fear & Greed Index (l'indicatore che misura l'avidità e la paura degli investitori), il termometro segna 15, ovvero "Paura Estrema".
Siamo tornati esattamente ai livelli di minimo nervosismo visti un anno fa.
Eppure, c'è un lato positivo: se guardiamo il VIX (l'indice della volatilità, il vero "termometro del panico" di Wall Street), notiamo che è sceso drasticamente di oltre 7 punti, posizionandosi a quota 23,9.
In parole povere: c'è ancora timore per la guerra, ma le vendite incontrollate e il panico irrazionale si stanno esaurendo, lasciando spazio agli acquisti.
Sentiment di mercato: CNN Fear & Greed Index
Settimana di respiro per chi ha obbligazioni in portafoglio! I rendimenti dei titoli di stato sono scesi su tutte le scadenze (e ricordiamo che quando i rendimenti scendono, i prezzi dei bond che abbiamo in portafoglio salgono).
Il Treasury americano a 10 anni si è allontanato dalla zona di pericolo ed è sceso al 4,30%.
In Europa, il Bund tedesco torna sotto il 3% (al 2,99%), mentre il nostro BTP decennale scende al 3,85%, con lo Spread in restringimento a 0,86% (86 punti base).
Capitolo Banche Centrali: La grande novità riguarda la FED americana. I mercati ormai non si aspettano più tagli dei tassi imminenti; se ne riparlerà verso fine anno, o addirittura a inizio 2027. La BCE europea, invece, sembra avere un po' meno fretta ma è ancora in pista per circa 3 rialzi nel corso di quest'anno.
L'incertezza geopolitica si scarica tutta qui:
Petrolio: Le minacce di Trump all'Iran hanno letteralmente messo le ali al greggio (WTI), che fa un balzo impressionante dell'11,9%, chiudendo a oltre 111 dollari al barile.
Oro: Si conferma il bene rifugio per eccellenza nelle fasi di tempesta. Guadagna il 4,1% e si porta a quota 4.677 dollari, viaggiando quasi in simbiosi con la volatilità dei mercati azionari.
Cripto & Valute: Il cambio Euro-Dollaro resta stabile in area 1,154 senza prendere una direzione precisa. Il Bitcoin consolida le sue posizioni con un piccolo rimbalzo dell'1,5%, fermandosi a circa 66.938 dollari, senza riuscire per ora a sfondare la soglia psicologica dei 70.000.
Cosa portiamo a casa da questa settimana?
I mercati ci stanno insegnando una lezione fondamentale: riescono a guardare "oltre" il rumore delle notizie drammatiche di breve termine. Nonostante la guerra, tra pochissimi giorni partirà la stagione delle trimestrali aziendali americane, e sapete una cosa? Gli analisti non hanno tagliato le stime, anzi, si aspettano ancora un'ottima crescita degli utili (+12,9% per il primo trimestre 2026).
Questa discesa dei prezzi azionari a cui abbiamo assistito a marzo, combinata con utili aziendali previsti ancora in forte crescita, ha reso le valutazioni delle aziende (i famosi "multipli") decisamente più convenienti, riportandole a livelli interessanti che non vedevamo da un po' di tempo.
Il mio consiglio? Spegnete il rumore di fondo dei telegiornali. Mantenete i nervi saldi, seguite la vostra pianificazione finanziaria di lungo periodo e continuate a diversificare. Il mercato premia sempre chi ha la pazienza di mantenere la rotta.
Ci aggiorniamo la prossima settimana!
Il presente documento non è da considerarsi esaustivo ma ha solo scopi informativi. La pubblicazione del presente elaborato non costituisce attività di sollecitazione del pubblico risparmio. Le informazioni ed ogni altro parere resi nel presente elaborato sono riferiti alla data di redazione del medesimo e possono essere soggetti a modifiche. Alessandro Paolini CFA non deve essere ritenuto responsabile per eventuali danni, derivanti anche da imprecisioni e/o errori, che possano derivare all’utente e/o a terzi dall’uso dei dati contenuti nel presente documento. Alessandro Paolini CFA non assume responsabilità in merito al trattamento fiscale degli strumenti illustrati. I pareri espressi da Alessandro Paolini CFA prescindono da qualsiasi valutazione del profilo di rischio e/o di adeguatezza e sono da intendersi come “Ricerche in Materia di Investimenti” ai sensi dell’art. 27 del Regolamento congiunto Consob e Banca Italia del 29 ottobre 2007 redatte a titolo esclusivamente informativo e non costituiscono in alcun modo prestazione di un servizio di consulenza in materia di investimenti, il quale richiede obbligatoriamente un’analisi delle esigenze finanziarie e del profilo di rischio specifici del singolo utente/cliente, né costituiscono un servizio di sollecitazione in genere all’investimento in strumenti finanziari. Nel caso in cui l’utente intenda effettuare qualsiasi operazione è opportuno che non basi le sue scelte esclusivamente sulle informazioni indicate nel presente documento, ma dovrà considerare la rilevanza delle informazioni ai fini delle proprie decisioni, alla luce dei propri obiettivi di investimento, della propria esperienza, delle proprie risorse finanziarie e operative e di qualsiasi altra circostanza.